Sblocchiamo il sapere, liberiamo la conoscenza!

Per queste ragioni, l‘Unione degli Universitari e la Rete Degli Studenti Medi si oppongo in maniera netta all’idea di poter pensare di “Liberare l’Università” come spiegato dalla lettera su “Il riformista”. Crediamo che uno dei provvedimenti che il Governo Monti dovrebbe fare per rilanciare il futuro di un’intera generazione nonchè futuro dell’intero Paese si, semmai, “Liberare la Conoscenza”.

Per questa strada noi individuamo 7 punti essenziali per sbloccare il sapere, che nel nostro Paese è sempre più raggiungibile solo dalle poche persone che riescono a superare gli ostacoli sociali lungo questo percorso:

-rimozione numero chiuso per accesso alle università: per avere finalmente un’università di massa che non sia più ultima in europa per numero di laureati ogni 100 abitanti.
-apertura della possibilità di studiare per tutti, senza distinzione di reddito o condizione sociale e con la copertura totale delle borse di studio: perchè il diritto allo studio in Italia non ha bisogno di riforme, ma solo di finanziamenti adeguati
-no a nuovi indebitamenti sul futuro degli studenti con i prestiti d’onore: il diritto allo studio è un diritto sancito dalla nostra costituzione, non può essere sostituito con politiche tese all’indebitamento dello studento e della sua famiglia
-abolizione ordini professionali: per scigliore i privilegi e aumentaere i diritti
-accesso alla cultura gratuito per gli studenti medi e universitari, che come soggetti in formazione devono avere la possibilità di accedere ad ogni forma culturale in maniera privilegiata, non producendo direttamente reddito
- difesa del valore legale del titolo di studio: per conservare il valore professionalizzante della laurea che, se venissime meno, andrebbe a intaccare la qualità della formazione, creando atenei di seria a e di serie b e andando di fatti a liberalizzare i neolaureti prima di entrare nel mondo del lavoro;
-estensione della banda larga su tutto il territorio nazionale, per dare la possibilità a tutti di informarsi, formarsi e lavorare direttamente tramite pc, garantendo un servizio simile a quello degli altri paesi europei.

Chiediamo che siano questi i prossimi interventi, e chiediamo di poterci quanto prima confrontarci direttamente con il Governo Monti perchè il futuro del nostro Paese, e la sua crescita, passa dai propri giovani e dallaa ricostruzione di una nuova società basata sulla conoscenza libera.

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