Non c’e’ Cresci-Italia senza investimenti su istruzione e giovani

Come studenti ma prima ancora come cittadini abbiamo criticato e contrastato la poca equità’ della manovra ‘salva-Italia’. Tutto questo perché’, in un momento di grossa crisi deve pagare chi ha di più’ e chi non ha mai pagato, e non il ceto medio basso e i pensionati, che già’ da anni sentono sulle spalle il peso della crisi e che hanno già’ pagato per tutti e più’ di tutti.

Ieri è iniziata quella che il Governo chiama ‘fase due’ che prevede l’attesissimo ‘pacchetto cresci-Italia’.

Oggi, a conclusione di quest’anno di lotte e stravolgimenti,  abbiamo girato questo video (il cui link si trova in fondo)

per chiedere un cambiamento vero, che non può’ che partire investendo su di noi, e lo abbiamo fatto dando prima di tutto qualche numero sulla drammatica situazione in cui versano la scuola, l’università e il diritto allo studio nel nostro Paese. Partendo dagli oltre un terzo di edifici scolastici non a norma, finendo con i  45000 studenti universitari che  dovevano ricevere la borsa di studio ma non l’hanno ricevuta per mancanza di fondi, praticamente uno studente su quattro,  creando quel fenomeno tutto italiano degli ‘idonei non beneficiari’ alla borsa di studio.

Non e’ solo un video di denuncia di ciò’ che non va, che denuncia il sotto finanziamento del sistema di istruzione pubblico nel nostro Paese rispetto a qualsiasi altro Paese europeo, e’ anche un video di proposta per un futuro migliore, riprendendo la discussione che da settimane stiamo portando avanti attraverso il sito futurochevogliamo.it

Il messaggio che vogliamo dare al governo e’ chiaro: non c’e’ ‘Cresci-Italia’ senza fare investimenti, ma soprattutto senza investimenti veri su istruzione e giovani.

Per questo non riteniamo sufficienti soluzioni demagogiche o  a costo zero, ma

chiediamo che vengano presi soldi da chi ha di più e da voci come le spese militari, per poter prima di tutto investire in Istruzione pubblica, diritto allo studio e poi nel lavoro, vero e non precario e sotto pagato, per i giovani.

Per far ciò’ le risorse si possono facilmente trovare con semplici provvedimenti, che vadano a ristabilire l’equità’ nel prelievo: una patrimoniale alla francese per i super-ricchi(patrimoni sopra 1,5milioni di euro), ritiro del piano di acquisto dei 131 cacciabombardieri F35, asta per la vendita delle frequenze televisive, recupero di parte dell’evasione fiscale italiana e facendo pagare l’ICI agli esercizi commerciali della Chiesa (Vaticano che ricordiamo possiede più del 20% dell’intero patrimonio immobiliare del Paese).

Un Paese che non investe nella scuola, nell’università pubblica, nella libera ricerca, nel diritto allo studio, un Paese che soprattutto non investe nei giovani, che sono il presente e il futuro, non sono non ha crescita, ma non ha futuro.

Vogliamo un Paese che esca dalla crisi, vogliamo un Paese che cresca, vogliamo una nuova equità’ sociale, vogliamo un’istruzione pubblica di qualità’, vogliamo diritti nei luoghi di lavoro, vogliamo un Paese libero dalle precarietà’. Questo è il futuro che vogliamo per il nostro Paese.

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